Centro storico
Posta al centro della vallata di Respiga “Villarosa” sorge dunque in terra di San Giacomo, il suo territorio è situato nella regione dei monti Erei circoscritti tra il fiume Salso e il suo affluente Morello sul quale negli anni ‘70 fu costruita l’attuale diga. Il centro urbano, attraversato dall’ antica rotabile, dista solo 18 km da Enna, terra antica e centro di difesa Sicano, 30 km da Piazza Armerina, famosa per gli splendidi mosaici della “Villa romana del Casale”del IV sec.d.C., e 5 km dalla stazione ferroviaria resa negli ultimi anni particolarmente interessante, per la presenza di un caratteristico museo realizzato su stabili vagoni che custodisce vari oggetti d’epoca, rappresentativi di una pacifica e laboriosa vita locale e di una radicata tradizione siciliana.
L’ottagonale piazza Vittorio Emanuele e il risultato dell’armonioso piano regolatore della pittrice Rosa Ciotti di Francesco da Resuttano. Capolavoro e frutto di un accurato studio architettonico a forma di croce greca, divide il paese in quattro rioni denominati dopo l’unità d’Italia: Lincoln, Cavour, Procida e Meli. Dal centro della piazza si diramano i due ampi corsi principali: il corso Garibaldi e il corso Regina Margherita, lungo i quali si possono ammirare gli ottocenteschi palazzi che appartennero a nobili e importanti famiglie le quali rappresentano ancora oggi per i Villarosani il ricordo di un epoca in cui era molto evidente il divario tra “i ricchi e la povera gente”.
Alcuni di questi palazzi rivestono particolare importanza sia per storicità che per epoca di costruzione; a questi sul corso Garibaldi merita d’essere annoverato quello del barone Michele Deodato di epoca settecentesca sul cui muro una lapide marmorea testimonia la venuta il 12 agosto del 1862 del leggendario eroe dei due mondi, ospite per più giorni nella nobile casa e fu proprio da uno dei suoi balconi che arringò il popolo propugnando la liberazione di Roma e reclutando numerosi volontari.
E’ sorprendendo l’audacia e il legame che i Villarosani hanno stabilito con le vicende del risorgimento italiano; essi sono stati protagonisti di quella impresa garibaldina naufragata poi sull’Aspromonte. Altrettanto importante il palazzo dell’800 De Simone Candrilli ove ebbe i natali l’insigne poeta Vincenzo De Simone e nell’ottagonale piazza la torre civica dell’orologio del 1849, chiusa in alto da una piramide sul cui apice una bandiera segnala la direzione dei venti.
Il palazzo più attuale e quello del municipio sorto nel 1935 sulle rovine del vecchio circolo dei civili o casino di compagnia del 1877, sontuoso luogo dove i cittadini più benestanti si riunivano per trascorrere il loro tempo libero. L’impronta aulica dei Duchi Notarbartolo, fondatori di Villarosa, si concretizza nel caratteristico palazzo ducale la cui facciata principale è prospiciente la piazza San Francesco. Esso fu la prima abitazione civile in ordine di tempo ad essere eretta a Villarosa (e sembra che la costruzione segua la legge Vili del 1573 di Filippo II sulla colonizzazione spagnola dell’America latina secondo la quale la casa reale doveva essere edificata fra la piazza principale e la cattedrale tenendole ad una tale distanza per conferire autorità alla cattedrale, senza soffocarla e in modo che l’una e l’altra ricevano vicendevolmente prestigio). All’interno del palazzo fino a qualche anno fa si conservavano un quadro murale rappresentante il mezzo busto del Duca Placido Notarbartolo dipinto da Rosa Ciotti e un altro affresco murale raffigurante Santa Rosalia (oggi da restaurare e conservato presso il municipio). Purtroppo non è possibile visitare l’interno del palazzo, che necessita di un imminente restauro per poter superare il suo inesorabile declino, ma ci basti ricordare che la settecentesca residenza di campagna e di amministrazione del duca fu in quel periodo sede di un efficace politica agricola.
Eseguito dal gruppo cultura e tradizioni di Villarosa LSU ex art.23 – Mario Volanti, Marilena Ragusa, Marica Cacciato














