Confraternita S. Giuseppe
La Confraternita di San Giuseppe ha origini antichissime, infatti venne fondata nel 1539 nella piccola Chiesa di San Giuseppe sita al centro di Enna, della quale oggi rimangono i resti della facciata e del campanile.
La Confraternita iniziò la sua attività con profonda devozione al Santo Patriarca e negli anni successivi al 1820, la piccola Chiesa di San Giuseppe, per cause ignote, venne soppressa e attraverso un atto pubblico della Provincia di Caltanissetta venne affidata ad un privato che gestiva l’orfanotrofio di San Michele.
Nel 1900 un comitato di laici incominciò ad interessarsi della Chiesetta, ridotta in pessime condizioni, e della Festa di San Giuseppe, che nel frattempo, a causa della soppressione della Confraternita, aveva perso tutto il suo splendore.
Questo comitato era composto personalità vicine alla confraternita e furono i signori Maddalena, Guarasci, Cristadoro, Bonsignore, Palumbo, Di Stefano e Falautano.
Ma nonostante lo zelo e la voglia di ricominciare, i problemi non mancarono. Infatti a causa delle pessime condizioni della Chiesa di San Giuseppe, il comitato pensò di trasferirsi nella vicina Chiesa di San Benedetto, che però nel 1836 era stata sottoposta a sequestro insieme al Monastero a seguito delle leggi di soppressione dei beni ecclesiastici. Quindi tutto peggiorò inesorabilmente.
Ma nel 1920 dalla Congregazione della Carità, dal Parroco della parrocchia di San Giovanni, Padre Gloria, e dal Ciantro, Padre Termine, fu avanzata la richiesta di rilasciare libero il monastero e la Chiesa di San Benedetto. Con grandi difficoltà, solo all’inizio del XX secolo vennero restituiti a beneficio degli Enti Assistenziali, i quali, però, versavano in condizioni finanziarie precarie e dovettero cedere i beni agli Enti Pubblici, quali, l’Ospedale Civico e il Comune.
Pertanto il Comitato Civico chiese agli Enti interessati di poter traslare la Sacra Famiglia dalla Chiesetta di San Giuseppe alla Chiesa di San Benedetto.
Con l’autorizzazione degli Enti proprietari, grazie agli enormi sforzi del Comitato e attraverso la collaborazione della Cittadinanza, nel 1926, con l’approvazione della Diocesi di Piazza Armerina, la Sacra Famiglia fu traslata nella Chiesa di san Benedetto, che fu così riaperta al culto e successivamente fu eletta Santuario di San Giuseppe.
Dopo quasi 100 anni di buio, il 2 Maggio 1934 fu ricostituita ed approvata, da Mons. Sturzo della Cura Vescovile di Piazza Armerina, la Confraternita di San Giuseppe, su proposta di uno degli anziani del Comitato, il Signor Maddalena.
Nel 1960 però la Confraternita attraversò un altro periodo di estrema difficoltà, tanto da ricordare che il Fercolo della Sacra Famiglia veniva portato in Processione su un furgoncino, messo a disposizione dal Confrate Barone Carlo Rosso, a causa del numero insufficiente dei Confrati.
Con l’elezione del nuovo Rettore Emanuele Tornabene fu stilato un piano di lavoro innovativo sia per la Confraternita che per le Festività Religiose. Grazie all’opera svolta dal Rettore Tornabene il Fercolo fu nuovamente portato a spalla durante la Processione per le vie della Città.
Venne approntata una sede per la Confraternita all’interno dei locali del Monastero e costruito un nuovo Fercolo interpellando decoratori e scultori.
Il tutto è stato realizzato grazie alla collaborazione preziosa dei Padri Carmelitani.














