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1.3. VISITA GUIDATA al Sito archeologico

tetradramma di argento di MorgantinaDOVE SI TROVA?


- L’Area Archeologica è in contrada Serra di Orlando, per informazione Tel. 0935/87955, tel. 0935/87307.
- Il sito archeologico di Morgantina si trova a circa 3 chilometri da Aidone in provincia di Enna, nel cuore della Sicilia.
Da Catania e da Palermo, ci si arriva dall’autostrada A19, uscita Enna per Piazza Armerina.
In pullman, con collegamenti giornalieri da Enna, da Catania e Aeroporto, da Palermo via Piazza Armerina.

Da Piazza Armerina è possibile raggiungere Aidone con numerosi collegamenti giornalieri.

Consigli per la visita:

  • fornirsi di scarpe comode e capellino
  • in estate preferire le ore più fresche del mattino o del pomeriggio
  • nelle giornate più calde portare con sè dell’acqua
  • se si va senza la guida, per apprezzare la visita, fornirsi di guida e piantina.

La visita di Morgnatina dal nuovo ingresso della biglietteria


VISITA GUIDATA
La visita guidata si limita al sito di Serra Orlando, dove è sita la città ellenistica, fondata dallo stesso Ducezio, che aveva assediato e distrutto la città arcaica della Cittadella (459 a.C.), e che raggiunse l’attuale assetto nel corso del IV secolo, sotto l’egemonia di Siracusa.

Morgantina, il  Teatro e l'EkklesiasterionL’ingresso è dalla biglietteria, all’interno della Casa Vinci, e da qui si snoda il nuovo percorso che costringe, in un certo senso, a visitare il Quartiere Ovest; la visita comincia appunto dallo stenopos principale sul quale si affacciano le imponenti  e ricche ville ellenistiche, tra cui la casa Pappalardo e la casa della cisterna ad Arco;  addentrandosi negli stenopoi secondari,  su cui si affacciano case più modeste,   si può avere uno sguardo panoramico dall’alto dell’agorà. Scendendo lungo la strada principale si raggiunge la Plateia A, l’arteria che attraversava Morgantina e che dai quartieri porta all’Agorà; è costeggiata da importanti edifici tra cui si riconosce il Bouleuterion, sede del Consiglio cittadino, facilmente riconoscibile dall’esedra ad emiciclo.

L’agorà. La Plateia, che conserva ancora l’antico lastricato immette nell’agorà, la piazza, cuore pulsante delle poleis greche, dove si svolgeva la vita civile , politica ed economica. Siamo nello stoà nord identificato con il gimnasium, spazio, probabilmente, destinato alle attività sportive.
Procedendo incontriamo la Fontana Monumentale, a doppia vasca dedicata alle ninfe, quindi lo Stoà est, il grande portico colonnato e, in fondo, il Pritaneion, la sede del Magistrato, destinato ad accogliere gli ospiti di riguardo in visita alla città.
Quasi al centro dell’agorà c’è l’unico edificio romano, il Macellum , un mercato coperto, e subito dopo l’Ekklesiasterion , l’ampia gradinata trapezoidale che ospitava l’assemblea cittadina e ospita oggi le manifestazioni teatrali.

dalla strada principale si ammira la collina della Cittadella e l'EtnaAccanto si apre il Santuario dedicato alle divinità ctonie (Ermes, la Terra e tutti gli dei Ctoni ), caratterizzato dalla presenza di due cortili contigui, con ambienti disposti tutt’intorno; il cortile meridionale, caratterizzato da diversi altari e sacelli, si identifica come lo spazio riservato ai riti sacri; di fronte all’ingresso ovest c’è il Teatro , sulla cui gradinata si legge la dedicatio, di tale Archelao figlio di Eucleide, a Dioniso.

Procedendo verso sud-est incontriamo il Granaio est , al suo interno ci sono delle piccole fornaci per ceramica e una, più grande, con prefurnio e appoggio per i vasi quasi intatto. Lungo lo stesso lato, in fondo, a ridosso delle antiche mura, troviamo la Fornace grande, un vero e proprio monumento, con due prefurni e, al centro, la camera di combustione e la grande camera di cottura.

Tornando indietro e costeggiando i granai possiamo ammirare una fornace più piccola ma meglio leggibile nei suoi tratti caratteristici. Giungiamo dunque al Pritaneion, la prima delle case, forse un edificio pubblico; in questo edificio è leggibile la tipica architettura della casa ellenistica, con il cortile porticato e le stanze disposte tutte intorno; lo costeggiamo salendo verso il Quartiere est .
In cima c’è la Casa del saluto o del Capitello dorico , caratterizzata dall’ampio cortile con peristilio, dagli eleganti pavimenti in cocciopesto, tra cui quello mosaicato con la scritta “euekei”, le colonne fittili, che qui possono ammirarsi nella loro struttura, e le cisterne per la raccolta delle acque piovane.
Andando ancora a destra troviamo la Casa di Ganimede , così chiamata per la presenza del mosaico, rappresentante il ratto di Ganimede. La suddivisione in due parti dell’ampio cortile rettangolare, circondato da peristilio, testimonia l’utilizzo che ne fecero i mercenari ispani e il ridimensionamento della città in epoca romana;  di fronte il panorama maestoso dell’agorà del Teatro e l’Ekklesiasterion. Ridiscesi nell’agorà si costeggi l’intatto canalone di deflusso delle acque piovane in direzione del Teatro e quindi si imbocchi la strada che costeggia a sud il teatro stesso per ritornare alla biglietteria. Lungo il percorso si incontreranno ancora Granai, santuari e infine la Casa del Magistrato (o dell’Ufficiale).

edificioTermale_CONTRADA_AGNESEGiunti alla biglietteria si può imboccare la strada che sale verso sinistra e in breve si raggiunge l’Edificio Termale di contrada Agnese di epoca ellenistica, è quasi un unicum in Sicilia come stato di conservazione; la sala principale circolare ha la copertura a cupola ottenuta con un ingegnoso sistema di tubuli fittili ad incastro e rivestita poi con un prezioso intonaco azzurro a mo’ di volta celeste, anche le pareti sono affrescate, un pezzo di affresco superstite è conservato al Museo;   a volta  sono anche i due ambienti rettangolari configurabili come piscine; molto leggibile anche il sistema idrico e quello di riscaldamento. Recentemente l’edificio è stato coperto con un tetto che ricalca la planimetria del complesso termale.

La visita può essere completata con la casa di Eupolemo (una volta ripresa la strada per il parcheggio, a pochi metri dall’uscita della biglietteria, lungo la strada sulla sinistra si incontra la casa, individuata da un tabellone didascalico), la modesta abitazione dove furono trovati sepolti gli Argenti.

F. Ciantia

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