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MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE

INFORMAZIONI UTILI

  • Il Museo Archeologico Regionale di Aidone è ubicato nel centro storico, nel
  • Largo Torres Truppia, per info tel. 0935/87307

  • Sia il Museo che l’area Archeologica sono aperti tutti i giorni, dalle h. 9,00 ad un’ora prima del tramonto.
  • Biglietto singolo intero :  6,00 €. Biglietto singolo ridotto: 3,00 €, residenti in Aidone e Provincia 2,00 €
  • E’ vietato fotografare

Aidone Museo Archeologico, 13 dic.2010, inaugurazione degli Acroliti La sede museale è l’ex Convento dei Padri Cappuccini, realizzato tra il 1611 ed il 1613. L’impianto architettonico originario, comprendente anche la chiesa dedicata a San Francesco, è stato oggetto di intervento di restauro. Nel 1984, vi fu inaugurata la sede museale.

Il complesso conventuale, con la sua architettura severa e le sue forme chiuse, domina il colle orientale.

La chiesa di San Francesco

conserva pregevoli opere d’arte: un Ecce Homo, nella tradizione di Fra Umile da Petralia e una madonna con Bambino in terracotta entrambi collocati nella cappella prossima all’ingresso. Scenograficamente notevole è la struttura architettonica che corona l’ altare risalente al XVII secolo.

Partendo dal basso: l’originalissimo paliotto in cuoio dipinto con fondo giallo oro scuro e medaglione centrale, dalla curiosa forma a cassa di violino, in cui è ritratto San Giovanni Evangelista che tiene tra le mani l’Apocalisse e che ha ai suoi piedi l’aquila, simbolo del Santo. Il ciborio in legno, svettante in una architettura basilicale, ha la porticina del Sacramento dipinta con l’immagine di Gesù. Il trittico che corona l’altare con le scenografiche strutture in tromp l’oeil rappresenta nel pannello centrale, molto più grande, la Sacra Famiglia al momento della nascita di Gesù; il pannello a destra di chi entra, rappresenta Sant’Antonio di Padova e quello a destra molto probabilmente il capuccino San Lorenzo di Brindisi. Le opere rivelano un gusto popolare e gradevole nell’insieme, la povertà dei materiali è coerente al messaggio e all’intento educativo dei Francescani e dei cappuccini, in modo particolare;  in ogni caso questa chiesa non fu danneggiata dal devastante terremoto del 1693.
Museo_internoChiesaSi accede al museo dalla chiesa di San Francesco la cui navata è in parte utilizzata come sala per conferenze. Dalla stessa attraverso una rampa di scala si raggiunge la cripta, dalle pareti interamente ricoperte da avelli (nicchie) tombali.

Il museo illustra la storia di Morgantina dall’età del bronzo all’età romano-repubblicana.
I reperti sono esposti nelle sale del convento, al piano terra e al primo piano; la fruizione e comprensione è agevolata dalla presenza di carte topografiche, fotografie e pannelli esplicativi.

Le collezioni

La raccolta dei materiali esposti proviene dagli scavi condotti, ininterrottamente a partire dagli anni ‘50, dalla Missione Americana delle Università di Princeton e Virginia e dalle Soprintendenze di Siracusa, Agrigento ed Enna.

Aidone, Museo Archeologico, Sala ellenistica, vetrine dei busti di PersefoneL’ordinamento è segue un ordine prevalentemente cronologico e dove è possibile tematico.

La nuova ala

L’edificio museale si è arricchito di una intera ala che ha un’area superiore, per ampiezza, a tutto il precedente settore espositivo del piano terra. La nuova ala comprende la sala della Dea, nella quale la meravigliosa statua, restituita dal Getty, incombe in tutta la sua grandiosità e sacralità. Essa è stata completata con altri arredi e reperti (pochi a dire il vero, quasi a non volere disturbare la sua centralità): un’altra statua calcarea acrolitica e ad una statuetta di terracotta nella quale sono ben visibili gli attributi della dea, entrambe preziose per le informazione che ci offrono sulla tecnica e l’iconografia della nostra; in una vetrinetta sono esposti dei busti di Persefone, che ci raccontano quanto fosse esteso e capillare il culto di Demetra e Kore a Morgantina, e alcuni frammenti della statua stessa restituiti da Getty: due dita del piede mancante, l’altra mano priva di braccio, entrambi in marmo pario, e alcuni frammenti del panneggio.

Vday_aidonese012La seconda sala è dedicata all’architettura tipica di Morgantina e ci riserva una bella sorpresa: l’elegante edicola, proveniente dalla Fontana Monumentale dell’agorà di Morgantina, che doveva stare sul bacino e reggere il tetto dello stoà tetrastilo; chi visita l’agorà di Morgantina da sempre resta affascinato dal sistema idraulico della Grande Fontana, non riuscendo a immaginarne la monumentalità; la ricostruzione del colonnato dell’edicola, che sovrastava la vasca centrale, ci permette di immaginarne la bellezza e la grandiosità, nonché la sua contestualizzazione lungo il colonnato dello stoà est; si sono salvati tre grandi frammenti del colonnato dorico che era sormontato dalla cornice ionica, una commistione di stili che rendeva l’insieme più leggero ed elegante.

Nella terza stanza sono esposti una parte dei reperti provenienti dall’edificio termale di contrada Agnese, uno dei siti più interessanti di Morgantina, di cui qualche anno fa è stato completato lo scavo e la copertura. L’edificio è uno dei pochissimi conservati di epoca greca ellenistica –la maggior parte di edifici termali conosciuti sono di epoca romana- e presenta un’originale copertura a botte (sulle piscine), e a cupola (nella sala centrale), ottenuta  con tubuli fittili ad incastro e poi intonacata e affrescata.

Vday_aidonese016Nell’ultima, la quarta sala ci sono i magnifici Argenti di Eupolemo, il tesoro di sedici pezzi di argento a decorazione in lamina d’oro risalente al quarto-terzo a.C., splendido esempio della rinomata arte orafa siracusana !

Dopo questo primo lavoro di ampliamento e restauro, forse finalmente si metterà mano ad un recupero totale ed ad un ampliamento esterno, per farne un Museo moderno ed accogliente, un centro di diffusione della cultura e della ricerca archeologica e, perché no, di arte del restauro.

Le vecchie sale


Piano terra
sala 1. Sale introduttive con pannelli documentari e vista sul chiostro
sala 2. Materiali provenienti dagli insediamenti preistorici e protostorici di contrada San Francesco Bisconti e Cittadella
Gli acroliti di Demetra e Persefone nell'allestimento curato da Marella Ferrerasala 3. Sala degli agli Acroliti di Demetra e Kore e del Santuario di contrada san Francesco Bisconti dedicato alle dee
sala 4.5.6.7. Le nuove sale, (ala nuova) dedicate alla Venere, agli elementi architettonici appartenenti alla Fontana Monumentale dell’Agorà  di Morgantina,  all’edificio termale di Contrada Agnese e agli Argenti

Primo Piano

sala 8. Reperti provenienti dall’insediamento della Cittadella: la Morgantina dell’età greca arcaica. Sono presenti molti pezzi di vasellame che ci testimoniano l’ottimo livello di integrazione che la comunità sicula indigena aveva raggiunto con quella greca dei colonizzatori.
vaso_ionicoCorridoio e saletta: materiali provenienti dall’acropoli arcaica ( anche parti del tetto del Tempio) e dall’edificio termale di Contrada Agnese

sala 9. La città ellenistico-romana: l’abitato di Serra Orlando, i santuari, le necropoli.

F. Ciantia

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