Castello di Pietratagliata
Il Castello di Pietratagliata, o dei Gresti, sorge in territorio aidonese, nella omonima contrada, lungo la strada vicinale “Tufo” che porta da Valguarnera a Raddusa e Aidone. Il suo vero nome è “Pietratagliata”, nome che si addice perfettamente alla sua struttura intagliata nella roccia viva. Anticamente il feudo Gresti faceva parte della Baronia di S. Bartolomeo e Pietratagliata o Fessima, ovvero Fessinia. L’origine dell’insediamento umano nel sito sembra risalire al mondo sella preistoria. In relazione al periodo Greco-Romano sono state rinvenute nei pressi del castello monete e cocciame ceramico riguardante vasellame romano, greco e preistorico, I cocci, in dialetto “gresti” hanno dato origine al nome con cui gli aidonesi lo chiamano: u Castedd i Grest. La sua struttura più che un vero castello lo fa apparire come una inaccessibile fortezza di avvistamento su di un estesissimo territorio. La rocca di Pietratagliata era ubicata lungo una via di comunicazione costituita da una strada, ipotizzabile sin da allora, che collegava Morgantina (attraverso l’attuale bivio di Raddusa) con Valguarnera e poi con Enna e che quindi poteva rappresentare un segmento del più lungo e importante collegamento tra Siracusa ed Enna.
L’edificazione dell’attuale struttura del Castello, che contempla la torre ed il complesso di ambienti che hanno anche inglobato alcuni preesistenti vani scavati nella roccia ed ubicati sulla sommità della rupe, risale con molta probabilità al periodo arabo-normanno. Le prime notizie storiche documentabili sul castello risalgono al XIV secolo. Il castello sorge e si inquadra in maniera splendida in un paesaggio particolarissimo contraddistinto da una lunga ed elevata cresta rocciosa che determina uno sbarramento della valle dove scorre il torrente o vallone Gresti che affluisce nel Gornalunga. Il Castello strutturalmente comprende un grande piano terra adibito anticamente a magazzini e stalle e un primo piano accessibile da una scaletta in muratura che prospetta sulla sulla strada vicinale “Tufo”. Il primo piano è collegato alla terrazza della torre con una stupenda scala a chiocciola. F. Ciantia

INFO per la visita
Al castello si accede dalla strada percorrendo la ss 288 da Aidone o da Raddusa imboccando la strada per Valguarnera.
In effetti è sconsigliabile la visita sia per la strada poco percorribile che per le condizioni fatiscenti del rudere.















