2.5. Museo parrocchia San Lorenzo:il “Tesoro” della Chiesa Madre -

INFO
SEDE: CHIESA MADRE di San Lorenzo, via Roma 115 – tel. 0935 88139 e 88089
PARROCO don Felice Oliveri
ORARIO VISITE: dalle ore 10,00 alle 12,00 e dalle 17.00 alle 19,00
è conveniente telefonare prima in parrocchia o al Sig. Vito Maita ai numeri 0935 86655 o 3387769450
Il Museo del “tesoro” della Chiesa madre si configura oltre che come un museo di Arte Sacra anche come espressione della memoria, della devozione e della fede della comunità cittadina; lo spazio museale è stato ricavato nell’ampia e antica sacrestia adiacente al presbiterio della chiesa, una delle più antiche del paese , costruita in epoca normanna, ridefinita nei suoi volumi e nello stile nel XVI sec , forse a seguito dell’acquisto, nel 1531 della reliquia di San Lorenzo e restaurata ampiamente nel XVII sec per riparare ai danni procurati dal terremoto del 1693.
Nella bella sala espositiva fanno bella mostra di sé preziosi arredi e paramenti sacri provenienti dalla stessa chiesa e da altre abbandonate, diroccate o poco frequentate ed inidonee alla loro conservazione. Lo spazio dedicato a San Lorenzo presenta a sinistra entrando, una grande teca contenente un paliotto tardo-cinquecentesco, anche questo recentemente restaurato, rappresentante il martirio del Santo, il giovinetto che giace mollemente sulla graticola nel primo piano di un’imponente scorcio architettonico rinascimentale. Di fronte all’ingresso una vetrina con gli attributi argentei del martirio del Santo (aureola, palma e graticola), un pettorale e un baculo processionale. Di fronte al paliotto c’è la vetrina dove si espone la pergamena miniata datata 9 agosto 1531, con la quale il Papa Clemente VII attesta l’autenticità della reliquia di San Lorenzo conservata nel prezioso reliquiario di argento a forma di braccio.
Nelle altre vetrine troviamo opere salvate dalla distruzione e dall’abbandono delle numerose chiese e dei conventi di cui era ricca Aidone ancora nell’Ottocento: il messale, dalla preziosa coperta d’argento del 1690, salvato dallo smantellamento del Convento di Santa Caterina; il calice della metà del XVI sec. proveniente dalla chiesetta di Sant’Antonio Abate; gli ottocenteschi sportelli lignei dipinti provenienti dalla chiesa diroccata dall’Annunziata rappresentanti San Lorenzo e l’apostolo Giuda Taddeo (nella parte posteriore in basso è la dedica del fedele che la fece costruire nel 1836, tale Lorenzo Calcagno La Manna, un nome ed un cognome che sono il marchio della aidonesità, uniti al probabile soprannome, La Mannna utile ad una sicura identificazione da parte dei contemporanei); i due quadri, sulla parete destra provenienti dalla chiesa degli Angeli Custodi, interessante il particolare della Madonna delle Grazie che dalle nuvole vigila sull’Angelo e sul bambino che accompagna: la Madonna porta la stessa collana in oro e rubini esposta nella vicina teca e riprende le fattezze del quadro della Madonna delle Grazie venerata nella vicina chiesa omonima; ed infine, appunto, il preziosissimo quadro della Madonna delle Grazie del 1618, un dipinto su ardesia attribuito a Pietro Antonio Novelli (il padre del più noto Pietro detto il Monrealese), molto caro ai fedeli aidonesi che finalmente potranno vedere da vicino il quadro ammantato di leggenda che diede origine alla omonima chiesa.
Nelle altre vetrine sono conservati il Piviale di seta con fibula della fine del XVIII sec. e la Pianeta del XVII sec. , il turibolo architettonico d’argento (fine XV sec.), il crocifisso d’argento del 1797 e molti altri preziosi oggetti sacri liturgici. F. Ciantia















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